Come una stanza

È passato quasi un anno dall’ultimo post che ho pubblicato su questo blog, lo stesso tempo da quando ho scritto l’ultima notizia sui social network. Mi sono allontanata da tutto ciò che riguardava la scrittura e i miei libri, a malincuore, sapendo che tutto questo mi sarebbe mancato, che voi mi sareste mancati.

La vita mette le persone davanti a dei problemi, o delle sfide, se si vuole vedere la faccia più positiva della medaglia. E quando questi problemi rischiano di cambiare la loro esistenza, le persone si fermano a riflettere. A volte, queste riflessioni implicano un allontanamento, una sorta di solitudine necessaria a trovare il silenzio nella confusione, al fine di cercare la propria felicità.

Vi rassicuro dicendovi che non ho avuto nessun problema medico, nessun guaio con la giustizia, niente che agli occhi del mondo possa essere considerato grave. Ma lo era ai miei, di occhi. E agli occhi di altre persone estremamente importanti per me.

Perciò ho dovuto pensare a me stessa, io, che mi sono sempre detta altruista, che ho sempre messo davanti ai miei i problemi degli altri. Ho dovuto dare priorità a qualcosa di importante, ciò che di più importante c’è nella mia vita, e ho dovuto escludere tutto quello che avrebbe potenzialmente potuto distrarmi.

Prendete una stanza. Tutto ciò che si trova lì dentro è in completo disordine. I cassetti, gli armadi, la libreria, gli scaffali. Tutto all’aria. Da dove si comincia per mettere a posto? Da ciò a cui si è più attaccati, ciò che dà più sicurezza. Da ciò che si conosce bene e che si sa come sistemare, ma a cui si voglia dare nuovo sfarzo, un’aria sana e pulita. Poi viene tutto il resto, e piano piano, un passo alla volta, la stanza torna a essere ordinata.

Pensatemi come quella stanza. Anche se non sapete cosa c’è dentro quelle pareti, anche se non sapete cosa abbia provocato il disordine, sappiate che ora c’è tanto spazio e aria buona. Non tutto è perfetto: c’è ancora qualche soprammobile fuori posto, angoli impolverati difficili da raggiungere, cavi da raccogliere e organizzare, ma lo spazio è confortevole e gli ospiti possono finalmente entrare.

Gli ospiti siete voi e voglio trattarvi al meglio. Prima non potevo farlo. Ora mi sento di riuscirci.

Molti di voi sono felici del mio ritorno; c’è chi ha reagito con rabbia, forse delusione; ad alcuni non importa nulla. Ma sono qui, sono sempre stata qui, anche se non mi vedevate, anche se i vostri messaggi sono rimasti senza risposta per tanto tempo.

Questi mesi sono serviti per tante cose, anche sul piano letterario. Progetti a breve e a lungo termine, di cui vi parlerò, ma non adesso. Vi riprendo un passo alla volta; prima vi faccio vedere cosa c’è sugli scaffali, poi apro i cassetti per rivelarne il contenuto.

Benvenuti nella mia nuova casa. Spero accettiate il mio invito e vi fermiate per il tè.

 

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2 reazioni a Come una stanza

  1. cristina ha scritto:

    bentornata, accetto con gioia l’invito per il the e spero di contraccambiare

  2. So ha scritto:

    Stra felice del tuo ritorno e spero sempre di poterti incontrare un giorno hai fatto bene a stare lontano per un po’ se di questo avevi bisogno io ti appoggio e conta pure su di me ^^ non vedo l’ora di scoprire i tuoi progetti futuri <3 un mega in bocca al lupo :*

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